Dal controllo alla libertà: la gestione moderna del diabete integra innovazione, movimento e consapevolezza.
Il 25 e 26 febbraio si è svolto a Milano l’annuale Theras Day, appuntamento scientifico dedicato alle evoluzioni nella gestione del diabete. Nel corso dell’evento sono stati presentati nuovi dati real-world che evidenziano come l’impiego di tecnologie avanzate, insieme alla personalizzazione della terapia, possano determinare benefici misurabili nella vita delle persone con diabete di tipo 1 — adulti, bambini e adolescenti — e offrire importanti prospettive anche per il diabete di tipo 2.
Tra i temi principali emersi durante le sessioni scientifiche, l’evoluzione dei sistemi automatizzati di somministrazione dell’insulina ha ricevuto una particolare attenzione grazie anche all’utilizzo del sistema Omnipod 5, lanciato nel 2025, che fa parte dell’ultima generazione dei dispositivi della linea Omnipod in grado di modulare automaticamente l’erogazione insulinica in risposta ai valori glicemici predetti, grazie a un algoritmo adattivo integrato con il monitoraggio continuo della glicemia (CGM).
Tra i relatori Stefania Guerra, PhD, Senior Manager Medical Affairs di Insulet Corporation, ha illustrato le evidenze cliniche e real-world sull’utilizzo di Omnipod 5, evidenziando come la personalizzazione delle impostazioni terapeutiche e l’integrazione con il CGM possano tradursi in miglioramenti significativi nel Time in Range, nella riduzione delle ipoglicemie e nella gestione quotidiana della terapia insulinica.
I dati presentati mostrano che nei pazienti italiani che utilizzano Omnipod 5
- Fino all’86% del tempo giornaliero la glicemia rientra nel range ottimale;
- Il tempo trascorso in ipoglicemia è pari all’1,1%
Accuratezza prima di tutto: perché la MARD da sola non basta
La Prof.ssa Concetta Irace, diabetologa e ricercatrice, ha richiamato l’attenzione sull’importanza di scegliere dispositivi che rispettino criteri rigorosi di sicurezza ed efficacia, in linea con i parametri internazionali, inclusi quelli della FDA. In un ambito in continua evoluzione, la qualità tecnologica rappresenta un elemento centrale di tutela per il paziente.
“Accuratezza è la parola chiave quando si utilizzano i sistemi di monitoraggio continuo della glicemia (CGM). Le persone che vivono con il diabete prendono ogni giorno numerose decisioni terapeutiche sulla base del valore di glucosio misurato dal sensore: per questo è fondamentale che quel dato sia il più possibile affidabile”, ha dichiarato la Prof.ssa Irace. “Il parametro di accuratezza comunemente utilizzato nelle gareper i CGM, la MARD, non è di per sé sufficiente a garantire la qualità dei dispositivi. Questa situazione espone le persone con diabete al rischio che siano disponibili sul mercato dispositivi in grado di registrare valori significativamente diversi da quelli reali, inducendo così decisioni terapeutiche potenzialmente errate e pericolose. Non possiamo limitarci a un singolo indicatore numerico come la MARD: servono criteri minimi più stringenti e condivisi a livello europeo, che entrino nei processi di approvazione e di marcatura CE, per assicurare dispositivi realmente sicuri e performanti”, ha concluso la Prof.ssa Irace.
Attività fisica: da timore a terapia
Uno dei temi più sentiti riguarda l’attività fisica, spesso evitata per la paura di ipoglicemie o iperglicemie.
Il professor Othmar Moser (Università di Graz) e la dottoressa Jonida Haxhii (Università La Sapienza di Roma) hanno evidenziato come il CGM consenta oggi di pianificare il movimento in modo più sicuro.
“Quando i pazienti vedono in tempo reale l’andamento della glicemia, si muovono di più”, ha dichiarato Moser.
Secondo gli esperti, iniziare con esercizi di forza prima dell’attività aerobica può ridurre il rischio di ipoglicemia. Nel diabete tipo 2, l’attività fisica strutturata, insieme a monitoraggio e alimentazione corretta, può portare in molti casi alla remissione della malattia.
CGM: una leva per cambiare stile di vita
Nel diabete di tipo 2 il CGM si sta rivelando anche uno strumento motivazionale: vedere in tempo reale l’effetto del cibo e dell’esercizio fisico favorisce scelte più consapevoli, migliore gestione del carbo counting e maggiore aderenza terapeutica.
La Dott.ssa Jonida Haxhii, sul tema dell’attività fisica nella gestione del diabete e sull’importanza del monitoraggio continuo della glicemia, ha sottolineato: “Gestire il diabete, e in particolare l’attività fisica, senza CGM è come guardare la propria vita in bianco e nero. Con il monitoraggio continuo, passi all’alta definizione: non solo vedi dove sei, ma capisci dove stai andando. È la tecnologia che si trasforma in sicurezza, motivazione e libertà di movimento.”
Prevenire le complicanze
Al Theras Day, il simposio conclusivo è stato dedicato alla neuropatia diabetica e al dolore neuropatico, con gli interventi della Prof.ssa Vincenza Spallone, Università di Roma Tor Vergata, e della Dott.ssa Roberta Carpenedo, Servizio di Terapia Antalgica – Fondazione PTV Policlinico Tor Vergata.
Dal confronto è emersa la necessità di una maggiore consapevolezza e di una diagnosi tempestiva del dolore neuropatico, ancora oggi frequentemente non riconosciuto. Screening mirato, corretta distinzione tra dolore neuropatico e nocicettivo e attribuzione alla neuropatia diabetica rappresentano passaggi fondamentali del percorso diagnostico. Le relatrici hanno sottolineato l’importanza di un approccio multidisciplinare centrato sulla persona, che tenga conto non solo dell’intensità del dolore ma anche delle ricadute su sonno, umore, funzione fisica e qualità di vita. È stato inoltre evidenziato che circa il 50% dei pazienti non risponde adeguatamente alla monoterapia farmacologica, rendendo necessario un percorso di intensificazione terapeutica.
Tra le opzioni nei casi resistenti alla terapia convenzionale, è stata presentata la stimolazione del midollo spinale ad alta frequenza (SCS 10 kHz). I dati dello studio SENZA-PDN mostrano che il 79% dei pazienti ha ottenuto una riduzione del dolore pari o superiore al 50% a 6 mesi, con benefici mantenuti fino a 24 mesi e miglioramenti su qualità di vita, sonno e parametri di funzione nervosa.
Il messaggio finale del simposio è stato chiaro: diagnosi precoce, gestione personalizzata e collaborazione interdisciplinare sono elementi chiave per affrontare in modo efficace la neuropatia diabetica dolorosa.



